Firenze, casa e madre
Ponti, statue e carezze,
rinchiudi il mio essere in certezze,
in dolci parole amate.
Con le lacrime secche consolate
mi scruti severa nelle incertezze
spronandomi oltre le mie debolezze
per tutte le voglie rimandate.
Madre che mi abbracci mentre piango
con il tuo essere bella in ogni occasione
e il mio essere debole in ogni momento.
Perdonami se sono stanco,
se in tutta questa indecisione
ti lascio non è un tradimento.
