Ritrovata virtùacquista lo sguardo,addio tramonto, addio male,vibrano i piedidi sacro e febbrile ardore.Santo dolore,lo specchio in cui rivedila terra arsa dal saledell’autolesionismo bastardo,dimenticando che rimane un’umana virtù.Rompi il riflesso,spezzalo, sbriciolalo,lascia che il ventomodelli quel corpofinché diventa ricordo.Taglia l’ascessoanalizzalo, giudicalo,ma conserva un accennoper non finire di nuovosul bordo, solo e sordo.
Sono a bordo del treno verso terre lontane dal cuoreche si fondono in verde e in marrone sfocato.E scrivo con occhio appoggiatoallo schermo che corree dita che intrecciano vimini qwerty su reti da pesca che pescano solo fresche parole ancora guizzanti e bagnatetalvolta. Scorro l’Italia dal vetro che corre, a parlare poesia e spiegar nostalgia…
Si vive nell’attesa di futili tragedie, lasciando sfiorire il sublime tra i cocci del tempo. Tutto passa e non è mai stato, questo è il miracolo e il tradimento.
Tinteggia di rosso alla sera di fulgido sangue,il treno fischiastanco di aspettare.Stanco, come noi, di immaginare una vita che non rischia, e il fiacco pensiero langue la lingua marcisce, inerme e nera. Come ci siamo trovati ci diciamo sui binari allo scoccare dell’ora, un gioco senza dimora vittime dei nostri calvari, il treno ci divide con…
Sarei più attraente, alla moda, sicuro di me, e magari sopra un cavallo. Se fosse un film Applausi, lavoro rispettabile, una targa con scritta: dottore. Una fresca commedia romantica, Un pò british con Colin Firth con quel tocco classico alla Mastroianni, Pioggia che ticchetta nella sera, in mano fiori profumati. Ti amo. Nonostante tutto, tutto…
Guardavo quei tuoi occhi grandi, languidi, svuotati di ogni sentimento. Io immobile, insensibile, percepivi il mio smarrimento. Come la luna eri candida, arida, con occhi sempre più vitrei. Eri bellissima come la luna, che non immagini un cielo senza di lei.
E nel cuore che cede alla realtà la stupidità cede alla bontà. Nel cuore che cede all’amore ho imparato la rassegnazione Nel vederla volare, nel vederla sbocciare Il cielo si apre, nel suo cuore mille strade Regina mia, Regina adorata, tra sguardi stranieri ti senti diversa. Di diversa virtù, di diversa età, di diverso sguardo…
Firenze, casa e madre Ponti, statue e carezze, rinchiudi il mio essere in certezze, in dolci parole amate. Con le lacrime secche consolate mi scruti severa nelle incertezze spronandomi oltre le mie debolezze per tutte le voglie rimandate. Madre che mi abbracci mentre piango con il tuo essere bella in ogni occasione e il mio…
Guardo i tuoi occhi e mi ci vorrei tuffare. Forse non pensi che sconsiderato io sia, quanto i pensieri siano densi, e di quanto pensi alla follia. E tu sarai per me il porto in cui mi riposerò sereno, senza delle tempeste lo sconforto e della mente il veleno. Non per sempre, onirico momento. Me…
Alto in cielo il sole brucia, fredda la fronte davanti ad esso, il duro e bianco corpo di gesso, lontano il ricordo di antica belluria. Non ti muove più nessuna furia, diventa calmo il tuo decesso, tu e i tuoi amori che ti porti appresso, figli di delusioni e incuria. Come pesano i piedi alla…