Mi sono visto finito tante di quelle volte

Mi sono visto finito tante di quelle volte 
Immobile al buio di una lampadina rotta
Alto lungo il muro come un flash impresso
Sulla vernice crema screpolata della stanza
O seduto sui tetti come minuscolo puntino
Luminosissimo a intermittenza
A tempo con le colonne di fumo indiane
Delle nostre mani sporche di sangue yankee
O comunque su di un cornicione
O comunque muto nel chiasso di botte
Schiaffi, schianti e malocchi
Tra miagolii porno di leoni pulciosi
Desiderosi di un’ultima chiavata
Prima di gattonare a casa e rimanerci.
Tra un pasto e l’altro, tra un giorno e un altro
Mi sono visto a secco schiacciarmi le labbra
Polverizzate alla ricerca di una goccia
E rimanendo con grosse cicatrici scavate
Tra le occhiaie e le gengive, mentre fumano
In silenzio in cerchio come gli indiani Sioux
Ma non preparano l’attacco alla diligenza
Studiano la prossima dose
O la prossima strada dove bruciarla
Fuori armonia con le note sofisticate
E complicatissime che non intendo
Ma distinguo chiaramente sussurrami
Nelle orecchie tra un motore ingolfato
E un cristallo nel timpano
Sussurrarmi di storie fantastiche e donne
Speciali, come di personaggi inventati
Su quelle note astiose e tanto nobili
Da non appartenerci affatto
Ma che ci ostiniamo a instillarci nel midollo
Per sollevarci o ci proviamo almeno
O non sappiamo neanche più il perché
Non sappiamo dove siamo
O cosa diciamo ma ci ostiniamo
A scrivere, ma sappiamo cosa faremo stasera
Mi sono visto randagio più di una notte
E li ho visti impellicciati e ingioiellati
Ma con la schiuma della rabbia
E più zingari di me rovistare una donna
Senza nome e chissà senza faccia
Ma più eleganza di loro e anche di me
Anche spegnendosi nel suo lampo di sordità
E sporcizia, e loro molto più pellegrini di me
A ululare a una Madonna che non ci sta
Giù nel reticolato serrato delle fogne a cielo
Aperto con banconi luminosi ad ogni angolo
Sotto insegne al neon e affascinanti errori
Di malto scuro e tosse arida
Spiritelli di hashish o marijuana
O raramente anche insieme fumo e ganja
Passeggiano ma non mi fanno ridere
Né le pantere rosa o gialle, di solito nere
Sulle strisce pedonali sotto i lampioni
Fierissime ma prede allo stesso tempo
Di vecchi gatti domestici ingrassati dai vermi
E dei loro rantoli di eiaculazione velenosa
Né ti ho visto mai dopo la comparsa dei primi
Aeroplani ricercare una soluzione più
Compagna per volare, perché non c’è
Quindi smetti di innamorarti per
Uscire dal coma delle passioni
Intorno tutto è pubblicità scadente
Venditi al migliore offerente a qualcuno che
Non scherzi e che ti faccia provare un nuovo
Punto di vista o che ti triti un braccio
Osso contro osso
Giù nel canyon pallido e bollente
Verso la mandria dispersa verso i titoli di coda
Il sole compie il suo arco ma non si trattiene
E mi coglie sempre impreparato
All’alba quando mi abituo finalmente
Al buio e posso appoggiarmi alla mia tristezza
Ma la luce mi sorprende e mi imbarazza
Sul palco che è il mio letto per questa platea
Indemoniata accesa dal fallimento dell’uomo
Colto nudo in tutta la sua evidente disarmonia
E mi vedo finito

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